lunedì 28 maggio 2012
“Da Formigoni un milione di euro per l’acquisto di una villa di Daccò”
Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha versato un milione e 100 mila euro al suo amico – e già tesoriere di Comunione e Liberazione – Alberto Perego, “convivente” del governatore nella comunità dei “Memores Domini“. La somma, pagata nella primavera del 2001, è poi servita a Perego per acquistare una lussuosa villa in Sardegna da Pierangelo Daccò, il mediatore tra aziende sanitarie private e Regione arrestato per gli scandali San Raffaele e Maugeri.
mercoledì 28 maggio 2008
A proposito degli inceneritori o termovalorizzatori.

E’ ormai chiaro che dentro i giornali italiani si combatte una battaglia durissima tra i direttori e un pugno di giornalisti che si rifiutano di tacere sempre e comunque.Così abbiamo delle piccole soddisfazioni: alcune notizie bomba finalmente vengono pubblicate. Non le vedete in prima pagina, non hanno titoli a 9 colonne, non sono correlate da interviste e commenti. Però le notizie escono.Ad esempio vengono pubblicate sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 (coincidenza o magia alchemica il fatto che la paura nella Smorfia napoletana corrisponde al numero novanta?).Ecco l’articoletto, secco secco. Un grande pezzo di sintesi giornalistica, probabilmente contrattato parola per parola in riunioni infuocate dei caporedattori, oppure sfuggito per errore alla penna rossa dei censori…
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"Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”
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Questo articolo credo che alla fine sia uscito perchè protetto dalla Divina Provvidenza in persona, è comunque stato stampato, nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori. Una nota stilistica che permette di capire appieno il meccanismo perverso utilizzato dai media per rendere di scarso interesse notizie di importanza capitale.Il titolo può essere un modo per indurre le persone a leggere un articolo oppure a non leggerlo. Allora lo hanno intitolato in modo tale da tagliargli le gambe: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancroQUANDO LA SALUTE SE NE VA IN FUMO (TOSSICO).Capisci l’astuzia: non ti dice che le ricerche sono 435, come viene specificato poi nell’articolo. Non si pronuncia la parola proibita INCENERITORE. Si parla di EMISSIONI…
(Il pezzo non è firmato ma sta all’interno di una specie di box dentro un articolo di Arnaldo D’Amico.)
sabato 29 marzo 2008
CONCLUSIONE DEL SONDAGGIO ELETTORALE
Si è concluso il nostro mini sondaggio sulle elezioni regionali in Sicilia, adesso entra in vigore il disposto di legge n. 28 in vigore dal 23 febbraio 2000Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica che prevede nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni il divieto di rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto.
Noi Siciliani Liberi ci auguriamo un esito elettorale che nobiliti la nostra Sicilia e cancelli le vergogne e il dissesto creato dai professionisti della politica!
giovedì 13 marzo 2008
IL SOMMERSO DEI PROGRAMMI ELETTORALI

di Giovanni Sartori
Eppure batte ogni record: oscilla intorno al 105% del Pil (prodotto interno lordo), e cioè della ricchezza prodotta dal Paese in un anno; il che comporta un carico di interessi di 70 miliardi di euro. Ora, anche un bambino (ma non i sindacati e nemmeno la sinistra-sinistra) arriva a capire che trovarsi ogni anno con 70 miliardi bloccati è un’intollerabile palla al piede. Questo debito era superato, in passato, dal Belgio, che però è riuscito a dimezzarlo. A noi non riesce. Perché? E' un segreto di Pulcinella, debitamente oscurato da tutti. Una seconda partita dolente, anzi dolentissima, è quella della mafia (nella quale ricomprendo camorra e 'ndrangheta). Vedi caso, nessun programma si impegna in una «guerra alla mafia». Eppure la mafia è la più grossa azienda del Paese, con un fatturato nell'ordine di 90 miliardi all'anno, tutti esentasse, tutti in nero. Ma né Tremonti né Visco né nessuno hanno mai davvero cercato soldi nel colossale patrimonio mafioso.
Perché? E' un altro segreto di Pulcinella. E' che il voto malavitoso condiziona e inquina la politica e le elezioni di metà del Paese. Nel 2001 Berlusconi vinse in Sicilia 61 collegi su 61. E’ comune opinione che quel trionfo fu dovuto anche ai voti controllati dalla mafia. E ora il Cavaliere ritenta il colpo rilanciando il ponte di Messina, che sarebbe inevitabilmente una colossale pacchia per l'onorata società. Come insegna l'autostrada Salerno- Reggio Calabria, fatturata metro per metro dalle cosche. Aggiungo che questo lassismo, e ancor più la collusione tra politica e mafia, sono particolarmente vergognosi perché impiombano l'economia del Sud e di riflesso tutta l'economia italiana. Il Sud non riesce a decollare, economicamente, anche perché strangolato dal «pizzo» e da un gigantesco parassita che oramai è arrivato al Lazio. Come scrive Giorgio Bocca, la malavita sta «sconfiggendo lo Stato in metà dello Stato». Eppure i partiti (paghi di qualche fortunato arresto) non fiatano e anzi candidano personaggi in altissimo odore di sospetto. Una terza grossa partita è quella delle infrastrutture. Sono tante. Qui ho in mente strade e ferrovie, che sono infrastrutture disattese da decenni.
Giuseppe Turani stima che la rete ferroviaria da rifare costerebbe 30-40 miliardi, e che «per diventare (in materia di viabilità) un Paese moderno in media con gli altri Paesi europei dovremmo spendere nell'arco di una ventina d'anni almeno un altro Pil al completo». Basta e avanza così? Purtroppo no. Perché tra le partite ad alto costo c'è anche la partita ecologica e dell'incombente disastro climatico. In materia i nostri Verdi fanno ridere o fanno danno. Per loro il problema principale è di bloccare strade, ferrovie e fabbricati «brutti», nonché il grosso degli impianti per l'energia elettrica e la rigassificazione del metano. Il brutto non piace nemmeno a me. Ma è irresponsabile raccontarci che il fabbisogno energetico (in vertiginosa crescita) sarà fronteggiato dal sole e dal vento. Nel contempo si limitano a piangere, soltanto l'estate, quando i nostri boschi bruciano; e il ministro Pecoraro Scanio si è distinto nel bloccare a Napoli i termovalorizzatori perché il suo collegio elettorale è, appunto, Napoli. Abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, dopodiché le nostre emissioni di gas serra (il vero problema) hanno superato del 13% il limite che abbiamo accettato.
La verità è che sia Berlusconi che Prodi del riscaldamento della Terra si sono strafregati, e nemmeno Veltroni si stravolge più di tanto. Quanti Pil verrà a costare, quando i nodi verranno al pettine (sarà presto), questa cecità? Nessuno lo sa né lo vuol sapere. Infine c'è il costo del federalismo promesso a Bossi da Berlusconi. Nei programmi è un costo non contemplato, come se spezzettare il Paese in parecchie Sicilie aggiuntive non comportasse un esiziale aggravio di sprechi clientelari e di ogni sorta di disfunzioni. Pertanto quando si osserva che i programmi del Pd e del Pdl si equivalgono, si dimentica che se Berlusconi vincerà dovrà pagare a Bossi il salatissimo prezzo del suo sostegno. Ripeto, nessuno lo nota ma su questa partita Berlusconi, e soltanto lui, ci costerà molto caro. Cerchiamo di fare il punto a oggi. Siamo una democrazia troppo indebitata? Sicuramente sì. Siamo anche una «democrazia in deficit», per dire che le uscite superano regolarmente le entrate? Per ora è ancora così; e dubito sulla redenzione prevista per il 2012.
La cosa certa è, invece, che siamo una «democrazia al verde», senza un soldo in tasca, e che ha raschiato il fondo del barile (ci resta soltanto la risorsa, poco saggia, di continuare a vendere il patrimonio dello Stato). Si risponde che siamo pur sempre una «democrazia in crescita» in termini di Pil. Ma questa crescita è modestissima. Eppoi il Pil a questo effetto non è un buon indicatore. Il dato significativo è che oggi, secondo i dati Ocse, il potere di acquisto dei nostri lavoratori è del 18% circa inferiore a quello dei Paesi dell’euro. E siccome ci mancano i soldi per rimediare, il mio sospetto è che noi siamo una «democrazia in decrescita» e cioè caduta nel vortice di uno sviluppo non sostenibile che distribuisce più di quel che produce.
martedì 11 marzo 2008
Elezioni Politiche, mai liste così modeste. Unico criterio: la fedeltà al capo

domenica 9 marzo 2008
Elezioni Nazionali e Regionali

DA QUESTO SI CAPISCE IL PERCHE’ OGGI BERLUSCONI NON HA AVUTO REMORE A SIGILLARE UN ACCORDO ELETTORALE CON RAFFAELE LOMBARDO (a questo link trovate una breve biografia http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaele_Lombardo esaustiva sulle caratteristiche del personaggio). DI FRONTE AI VOTI IL CAVALIERE NON GUARDA IN FACCIA A NESSUNO.
La campagna elettorale del 2001, per distogliere l’attenzione dei media e degli avversari dai problemi giudiziari del Cavaliere, viene incentrata sulle promesse di Berlusconi: Meno tasse per tutti, pensioni più dignitose, più lavoro per tutti, città più sicure, Aiutare chi è rimasto indietro etc etc. Il 13 maggio 2001 la CDL si aggiudica 368 deputati e 176 senatori. Mai come questa volta, le liste elettorali sono state farcite di personaggi nei guai con la giustizia.
DA QUI NASCE LO SLOGAN DI GRILLO LA CASA CIRCONDARIALE DELLE LIBERTÀ.
Grazie a quella maggioranza la CDL approvò innumerevoli leggi ad personam. Tra i più eclatanti cito: la legge sulle rogatorie, quella sul falso in bilancio e la norma per fare rientrare in Italia i capitali illecitamente accumulati all’estero.
SULLE ROGATORIE:Vengono modificate le norme del codice di procedura penale che regolano le rogatorie,con le autorità giudiziarie di tutto il mondo intero, con effetto immediato e retroattivo.Per la prima volta in decenni di storia del diritto viene disatteso il principio che presiede a ogni riforma procedurale ovvero le nuove norme si applicano per i processi addivenire: in pratica non si cambiano le regole a partita iniziata. Il nuovo disposto di legge prevede l’inutilizzabilità dei documenti trasmessi via fax o via email, nonchè tutti gli incartamenti che non siano in originale o autenticati pagina per pagina. Questo comporta che tutti i processi in corso fino a quel momento devono ricominciare. Centinaia di processi in Italia basati sulle rogatorie saltano, Il procuratore Bertossa definisce la nuova legge una catastrofe per la giustizia internazionale. Durissime le critiche del presidente del tribunale dell’AJA, dei giudici di innumerevoli paesi esteri. Il timore è l’azzeramento di importanti processi di criminalità organizzata, riciclaggio, pedofilia, terrorismo, contrabbando traffico di armi e di tutti i reati transnazionali. Tutta la stampa estera si scaglia contro il cavaliere: l’economist parla di interessi personali, il Los Angeles Times lo accusa di favorire i terroristi.
Questo è solo l’inizio di quella che è poi stata la catastrofe amministrativa perpretata per il qinquennio 2001-2006 dal governo Berlusconi, di cui il nostro amato presidente Miccichè è stato un acceso sostenitore.
Parliamo di queste cose piuttosto che delle fantasie elettorali di un uomo giunto alla fine del suo percorso politico (Gianfranco Miccichè). Quello appena descritto è la minima parte di ciò a cui andremo incontro in quanto siciliani, con l’elezione del sig. raffaele Lombardo.
Meditate siciliani, meditate tutti e prima di votare passatevi la mano sulla coscienza.
Marco Frantoi
